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Ungheria, Orban: Sanzioni UE Alla Russia Ritorte Contro

26/09/2022 ore 19:33 – L’Ungheria deve prepararsi a un conflitto prolungato in Ucraina. Lo ha dichiarato il Primo Ministro. Le sue dichiarazioni al parlamento ungherese sono di buon senso e razionali.

Non si può dire altrettanto dei capi di governo degli altri membri dell’Unione Europea, che assecondano ogni capriccio U.S.A. in una guerra impari, nonostante prove evidenti che non solo le sanzioni contro la Federazione Russa non hanno scalfito di un centimetro la popolarità del loro presidente Putin, ma che addirittura ne ha rafforzato i legami con altri Paesi con cui fa affari commerciali, migliorando la sua economia di giorno in giorno.

L’Europa, al contraio, che sprofonda ogni settimana sempre più dovuta la crisi energatica e non solo, continua la sua caduta economica, portando alla chiusura di migliaia di piccole e medie imprese. I popoli europei stanno manifestando in ogni Paese d’Europa le politiche demenziali dei loro governanti, che tentano di sopprimerle con il controllo dell’Informazione dei media, ma inutilmente. Le proteste, che si stanno allargando a macchio d’olio, potrebbero diventare qualcosa di più e questo sembra non preoccupare i loro leader.

Le sanzioni imposte dall’Unione Europea alla Federazione Russa per la sua offensiva militare in Ucraina sono “ritornate contro“, secondo il primo ministro ungherese, Viktor Orban, che ha sottolineato che i prezzi dell’energia alle stelle in Europa sono il risultato delle restrizioni.

Parlando al parlamento oggi Lunedì 26 Settembre, il leader ungherese ha avvertito che le persone dovrebbero prepararsi per una “guerra prolungata” in Ucraina. Ha anche dichiarato che la risposta dell’UE al conflitto è stata la ragione per cui i governi di tutta Europa hanno iniziato a cadere, riferendosi alle elezioni di Domenica 25 Settembre in Italia, dove ci si aspettava che i candidati di destra prendessero il controllo del governo:

«Possiamo tranquillamente affermare che a seguito delle sanzioni contro la Federazione Russa, il popolo europeo è diventato più povero, mentre Mosca non si è inginocchiata. Quest’arma si è ritorta contro, con le sanzioni l’Europa si è sparata in un piede. Stiamo aspettando una risposta, l’intera Europa sta aspettando una risposta da Bruxelles su quanto tempo continueremo a farlo», ha affermato Orban, il cui Paese, come molti nell’UE, sta attualmente affrontando un aumento dell’inflazione, un crollo della fiducia dei consumatori e una possibile recessione.

Durante un incontro con i parlamentari la scorsa settimana, il leader ungherese avrebbe incaricato la coalizione di governo del Paese a lavorare sodo per far revocare le sanzioni anti-russe dell’UE entro la fine dell’anno, sostenendo che la mossa comporterebbe immediatamente il dimezzamento dei prezzi del gas e a sua volta riducendo l’inflazione, ha riportato il quotidiano Magyar Nemzet.

Orban, rieletto per il quarto mandato con una schiacciante vittoria ad Aprile, è stato un critico esplicito della leadership dell’UE e ha accusato Bruxelles di causare inutili difficoltà agli Stati membri nei suoi sforzi per punire la Russia per aver lanciato un’offensiva militare contro Ucraina.

Il Parlamento europeo ha votato all’inizio di questo mese per non considerare più l’Ungheria una “democrazia” e ha bollato il Paese come “autocrazia elettorale“, accusando Orban di non seguire la posizione dell’UE sull’immigrazione e le sanzioni. La relazione del Parlamento sul sistema politico ungherese ha esortato la Commissione europea a fare “pieno uso degli strumenti disponibili” per costringere Budapest a tornare in linea con i “valori europei“.

L’Ungheria ha criticato il rapporto in quanto basato su “opinioni soggettive e dichiarazioni politicamente tendenziose” e ha affermato che si trattava di “l’ennesimo tentativo dei partiti politici europei federalisti di attaccare l’Ungheria e il suo governo conservatore cristiano-democratico“.

Insomma, se questi non sono i metodi usati dai mafiosi, cos’altro può definire un attacco di questo tipo “intimidatorio”? Sono sempre questi argomenti utilizzati dai mafiosi e gli americani lo sanno fin troppo bene. Altro che Italia mafiosa, qui è il blocco occidentale a servirsi degli stessi metodi: e il ricatto della Ursula von der Leyen durante le elezioni politiche in Italia è tutto un programma. Fai ciò che ti dico o ti punisco: questa si chiama minaccia. E quando è un alto rappresentante politico a dichiarare certe vomitevoli affermazioni, bisogna stare in campana: Meloni e il suo governo avrà vita breve.